PROGRAMMARE TODI

cultura balletti_2Programmare Todi è guardare con speranza al domani, certi che oggi ci sia una città migliore di ieri, che ha saputo affrontare tante difficoltà, che si sta lasciando dietro le spalle, insieme al Paese, gli anni più duri della crisi economica, politica e istituzionale.

Nei mesi scorsi il Consiglio comunale ha approvato il Documento Unico di Programmazione (DUP). Giorno per giorno lo scopriremo attraverso le schede di lavoro approvate, che spero potranno stimolare l’elaborazione di ulteriori obiettivi e linee di azione, insieme alle forze vive della città. Partiamo da una prima introduzione.

Un programma è in continuo movimento: è fatto di idee, di progetti, di azioni da rivedere continuamente. Porta dentro la meta a cui tendere, adeguando il cammino. In questi anni di amministrazione tanto è stato fatto. Molto era previsto, altro si è giunto oltre la nostra previsione iniziale. Alcune priorità sono rimaste tali, altre sono sopraggiunte, altre ancora non lo sono più. Occorre allora ripensarlo insieme, guardando i risultati, seguendo il lavoro in corso e pensando al futuro della nostra comunità.

Nei primi mesi del 2012 la coalizione di centrosinistra si è presentata alla Città di Todi con un programma elettorale, poi divenuto, in forma rivista e corretta, base per le linee programmatiche dell’azione di Governo dell’Ente nel quinquennio 2012-2017, approvate con deliberazione di Consiglio Comunale n. 55 del 9 ottobre 2012.

L’elaborazione di questi atti affonda le radici in una campagna di ascolto dei cittadini con questionari somministrati nell’estate del 2011 e nella successiva predisposizione del programma 2012-2017.

Sulla base di quel programma sono stati mossi molti passi, ma alcuni elementi ne hanno condizionato il corso.

La crisi che sul finire del 2011 e nei primi mesi del 2012 sembrava dover allentare la propria presa non ha ad oggi finito di produrre effetti negativi, rallentando un ciclo di ripresa che solo ora inizia a lanciare timidi segnali positivi.

Dopo le elezioni politiche del febbraio 2013 il Paese si è trovato immerso in un quadro di instabilità istituzionale, con il rinvio, di fatto, dell’elezione del Capo dello Stato di due anni ed i travagliati passaggi di governo; solo negli ultimi mesi ha trovato avvio un faticoso piano di lavoro sulle riforme, non senza lacerazioni tra le parti istituzionali, sociali ed economiche, oltre che nel Paese.

A livello locale, i crescenti vincoli di bilancio, i tagli imposti dal governo centrale, le persistenti limitazioni del patto di stabilità hanno profondamente condizionato i piani di lavoro previsti.

A ciò si aggiunga che i tempi recenti ci hanno consegnato fatti e priorità che non erano immaginabili al momento della predisposizione delle prime linee programmatiche.

Da ultimo, il programma ha bisogno di revisioni per il suo incontro con la realtà, con lo stato dei fatti, con i cambiamenti intervenuti.

L’amministrazione comunale, poi, ha dovuto fare i conti prima di tutto con la continuità dell’azione amministrativa, cioè con il naturale proseguire delle attività e degli impegni presi dalla precedente giunta di governo, notoriamente di diverso avviso e orientamento politico. La pesante eredità trovata da gestire, con nazione e città più deboli, molte questioni irrisolte o malgestite, una macchina amministrativa stanca e disorientata, azioni superficiali rilevatesi dannose alla prova dei fatti hanno comportato una azione di recupero straordinariamente complicata che oggi riteniamo riuscita. La nostra Todi oggi è più forte di ieri: i processi amministrativi sono stati riattivati con successo ed ora si apre la stagione dei risultati visibili.

Dentro questo quadro non cambia il nostro rapporto con i cittadini, ai quali, fin dal primo giorno, abbiamo detto di voler essere credibili, piuttosto che “incredibili”.

E per continuare ad essere credibili si rende necessario declinare nuovamente gli obiettivi che caratterizzeranno l’azione di governo fino al termine del mandato.

In questi primi anni di governo abbiamo seguito la rotta già esplicitamente tracciata nelle linee programmatiche di allora, che oggi confermiamo pienamente: una via fatta di impegno, di concretezza, di capacità di ascolto, di partecipazione, d’imparzialità, di trasparenza. E abbiamo dimostrato con i fatti la nostra volontà lì espressa di non attardarci sulle strade della polemica e della rissa politica, perseguendo il bene comune con sobrietà ed incisività, coltivando un disegno comune, provando ad unire e rafforzare la città.

Massima attenzione ai problemi quotidiani e ampio respiro all’azione amministrativa: così ci proponiamo di governare oggi come allora, prefigurando il futuro di Todi come territorio economicamente dinamico, socialmente coeso, con un’alta qualità ambientale e della vita.

Già all’inizio del nostro mandato sostenevamo: “Siamo consapevoli che la realizzazione dei nostri obiettivi sarà influenzata positivamente o negativamente dalle decisioni che si assumeranno ad altri livelli istituzionali e, più in generale, dal fatto che l’Italia riesca a recuperare le difficoltà strutturali nelle quali si è trovata negli ultimi anni: bassa crescita economica, conti pubblici fuori equilibrio, crescente disagio sociale. La crisi economica globale con pesanti riflessi anche sulla nostra economia locale fa da sfondo a questo documento, definendone i confini e i contenuti. Questo Programma di mandato coincide con il momento più difficile per la finanza locale; dobbiamo fare i conti con continue manovre finanziarie che hanno reso ancora più esigue le risorse destinate ai Comuni e hanno inasprito il Patto di Stabilità. Queste difficoltà emergeranno chiaramente in sede di redazione di bilancio. Un bilancio in cui cercheremo di coniugare rigore ed equità.”

Alla piena consapevolezza di allora si uniscono la fatica di questi anni, ma, allo stesso tempo, i molti risultati raggiunti, la convinzione che questo lavoro porterà frutto e la speranza che presto Todi, al pari dell’Italia, ritroverà tutta la sua forza.