PROGRAMMARE TODI / 2 – Sempre più ASCOLTO E PARTECIPAZIONE

simbolo-opinione-azzurroAbbiamo affrontato anni complicati, in cui spesso si sono dovute prendere decisioni drastiche e rapide. Difficile è stato anche per i soggetti intermedi coltivare una relazione positiva con i cittadini stanchi e sfiduciati. Oggi la situazione offre segnali di miglioramento e si può fare di più, anche nella relazione di ascolto e partecipazione. Ecco la scheda del DUP intitolata proprio così: ascolto e partecipazione. Due aspetti su cui non ci si stanca mai di investire, rinnovando continuamente energie.

 

La nostra esperienza amministrativa è nata sotto il segno dell’ascolto e della partecipazione: così è stato nel 2010 quando abbiamo chiesto ai cittadini di esprimersi sulle priorità per la città con un questionario, nel 2011, anno delle primarie per scegliere il candidato sindaco della Città, nel 2012, durante i molti incontri di campagna elettorale che ci portarono a definire il Comune “il luogo dell’ascolto e della partecipazione, il luogo delle idee di ognuno e del confronto, il luogo delle decisioni per la collettività e dell’agire.”

Crediamo che ogni cittadino abbia il diritto di essere ascoltato e che ogni amministratore debba raccogliere le idee e le istanze dei cittadini con impegno assoluto e prioritario.

La partecipazione nasce prima di tutto da ciò, per portare quanto più possibile ad una decisione di obiettivi e priorità insieme.

Per questo fin dall’inizio del mandato abbiamo garantito un Comune sempre aperto ai cittadini, con migliaia di appuntamenti onorati e così continueremo a fare.

Siamo certi che nella condivisione e nell’ascolto continuo, anche dei problemi apparentemente più piccoli, si trovi una delle vie d’uscita dalla crisi di rapporto tra cittadini e politica, superando il bieco populismo di alcuni e la strisciante antipolitica di altri.

Occorre lavorare sempre più ad una città partecipata, ad un sistema di relazioni continue con i cittadini, le associazioni, i soggetti economici e sociali. L’ultimo periodo di mandato verrà particolarmente dedicato al rafforzamento di queste dinamiche e di queste relazioni.

Importanti novità anche normative riguardano le modalità di relazione tra pubblica amministrazione e cittadini, con un sempre maggiore orientamento alla collaborazione, che questa amministrazione ha colto elaborando i necessari regolamenti per la partecipazione dei cittadini alla gestione dei beni comuni, anche attraverso il baratto amministrativo.

Abbiamo iniziato a far ricorso ad incontri e consultazioni ampie tra i cittadini su temi rilevanti che l’amministrazione ha ritenuto di dover condividere in via preliminare con i cittadini: dal progetto di Porta Romana, alla realizzazione delle difese di Pian di San Martino, dal questionario sulle attività culturali e promozionali alla prossima realizzazione della strada per l’Ospedale comprensoriale della Media Valle del Tevere.

La trattazione di temi con carattere di urgenza ed elevata problematicità, come al momento verificatosi in diversi casi ereditati dal passato, sono stati e saranno gestiti con la massima trasparenza e nell’interesse di tutti, mantenendo fede al criterio della più larga informazione possibile e del dovere per chi amministra di assumersi responsabilità non delegabili. Questo è stato per esempio il caso dell’individuazione di un sito per il depuratore della Città.

E vorremmo sempre più orientare lo sguardo verso forme di bilancio partecipato, cosa impedita finora dal pesante contesto nazionale, che nelle incertezze complessive ci ha negato, di fatto, la possibilità di programmare con tempi utili le azioni e la destinazione delle risorse comunali. Sui bilanci degli enti locali, infatti, si sono scaricate molte delle difficoltà del sistema Stato che hanno profondamente condizionato le azioni. (vedasi scheda “Bilancio e revisione della spesa”).

Primo luogo di confronto è stato il Consiglio comunale, costantemente al lavoro per la città. Sentiamo ancora il bisogno di una maggiore sistematicità di lavoro, anche attraverso le commissioni consiliari e la conferenza dei capigruppo, troppo spesso non partecipate.