PROGRAMMARE TODI / 5 – CENTRO STORICO

cultura-balletti_2Entriamo nel vivo del Documento Unico di Programmazione con la scheda destinata al centro storico, alla quale seguirà quella sugli altri centri storici, sulle frazioni e sui quartieri.

Il centro storico dell’antica Città di Todi è il cuore pulsante del sistema comunale. Senza un centro storico forte tutto il territorio è più debole. Investirci significa attivare processi virtuosi che superino i cerchi concentrici delle mura urbiche per portare benefici all’intero territorio.

Da anni in tutto il Paese, anche a seguito delle politiche urbanistiche ed economiche adottate su ampia scala, i centri storici vivono una profonda crisi d’identità tra spopolamento, abbandono di attività commerciali e di servizi a vantaggio di zone periferiche più comode e di centri commerciali, con il rischio sempre più concreto e diffuso di trasformare le città antiche in musei a cielo aperto, poco vissuti perché ritenuti difficilmente raggiungibili.

Processi virtuosi per il centro storico di Todi possono svilupparsi intorno a residenza, servizi e commercio, servizi essenziali, visite turistiche.

La relazione turismo-centro storico impone lo sviluppo di servizi specifici, strutture, infrastrutture e scelte in ordine alla viabilità ed ai parcheggi che verranno trattati più avanti con apposite schede.

Le strutture dell’accoglienza turistica e della promozione del patrimonio culturale sono in corso di trasformazione: dalla riqualificazione dei voltoni comunali a quella della Sala delle Pietre, dal potenziamento del complesso delle Lucrezie alle attività culturali che verranno sviluppate nella ritrovata sala delle udienze di Palazzo dei Priori, tutto concorre ad una maggiore capacità di attrazione.

Per riattivare processi virtuosi l’amministrazione comunale di Todi ha ritenuto prioritario investire sulla presenza in centro di servizi essenziali, che riportino per primi ad una frequentazione quotidiana della città antica, puntando sulle funzioni indispensabili e sulle strutture chiave che connotano una comunità: le scuole, i servizi sanitari, i servizi amministrativi, le caserme. Alla buona scelta del centro salute a Porta Romana, con la ristrutturazione di un’importante porzione dell’ex ospedale, grazie all’intervento della Regione Umbria, abbiamo aggiunto la riqualificazione e l’ampliamento della scuola Aosta, l’auspicio per il rientro di alcune caserme in centro storico, le intese con la Comunità montana per spostare gli uffici nelle sedi comunali, i contatti con altri enti per verificare la possibilità di spostamento in centro storico (ad iniziare da INPS e Agenzia delle Entrate), andati a buon fine, la scelta di mantenere i servizi del Giudice di Pace, con spese a carico del Comune, in collaborazione con i comuni limitrofi.

È a questo scopo che sono stati realizzati lavori di potenziamento delle strutture comunali, come la realizzazione di un ascensore all’interno di Palazzo dei Priori per il totale abbattimento di barriere architettoniche. Allo stesso scopo sono state razionalizzate le sedi comunali, con spostamenti di uffici e revisioni di spazi, che hanno portato alla disponibilità di locali per nuovi soggetti.

Una città quotidianamente vissuta per i servizi essenziali è una città maggiormente in grado di far tornare in centro anche residenti, commercianti ed altri servizi, dentro un mutamento da accompagnare con politiche adeguate.

In questi anni sono state definite le pratiche per l’incentivazione, attraverso i fondi PUC2, di alcune attività in centro storico. Sul fronte residenziale, sempre attraverso l’impiego di fondi PUC2, sono stati realizzati, anche grazie alla collaborazione con l’Istituto Artigianelli Crispolti, alloggi da concedere in locazione a canone concordato e si continuerà su questa strada, riqualificando alcuni immobili comunali a fini abitativi, anche in regime di edilizia sociale.

I maggiori flussi attesi attraverso gli investimenti su servizi e residenze si crede possano fungere da stimolo alla ripresa di iniziative commerciali e professionali. A tale scopo si è ritenuto strategico investire sulla realizzazione, attraverso la Regione Umbria ed Umbria Digitale, di una rete in fibra ottica per il collegamento veloce in centro storico.

Indispensabile, in tal senso, risulterà una volontà comune di crescita da parte dei soggetti privati detentori di immobili, soprattutto ad uso commerciale, non affittati, spesso per l’eccessiva onerosità dei canoni di locazione richiesti. E altrettanto indispensabile sarà il supporto delle associazioni cittadine, con un incontro ed un confronto costanti.