PROGRAMMARE TODI / 9 – TRIBUTI E RISORSE

simbolo-opinione-ocraLa costruzione di ogni progetto politico e amministrativo passa per la disponibilità ed il reperimento di risorse che consentano operazioni adeguate di bilancio.

Il tema della tassazione ha assunto negli ultimi anni di dibattito politico generale un peso sempre maggiore e la contrazione economica non ha fatto che aumentarne l’importanza e la percezione tra i cittadini.

I governi nazionali hanno fatto i conti con gravi difficoltà tra necessità di ridurre la pressione fiscale e vecchi nodi irrisolti: minor gettito, debito pubblico nuovamente crescente, evasione fiscale significativa, popolazione in continuo invecchiamento, con aumento delle spese previdenziali e riduzione della forza attiva del Paese. La sensazione evidente è quella di un Paese che ha vissuto per decenni sopra le proprie possibilità e che ora deve fare i conti con un doloroso ridimensionamento.

Gli enti locali sono stati chiamati con norme nazionali, spesso allontanandosi dal criterio costituzionale di autonomia e disconoscendo l’obiettivo di un federalismo fiscale mai realmente attuato, a farsi carico di una parte significativa di questo riposizionamento del Paese.

E così anche il ruolo dei comuni è cambiato. Non ricevono più trasferimenti nazionali da spendere. Devono invece attuare sempre più direttamente politiche tributarie, andando a reperire risorse, agendo soprattutto su beni immobili e, più in generale, patrimoniali.

In buona sostanza, una parte delle entrate del Comune derivava fino ad alcuni anni fa da trasferimenti dello Stato che si sono di fatto azzerati. Tali tagli, ancora in atto, potevano e possono essere compensati solo con maggiore pressione fiscale o con riduzioni di spesa. L’Amministrazione comunale ha scelto di minimizzare gli effetti fiscali, spostando l’attenzione sulla riqualificazione della spesa, sul recupero dei residui di bilancio, cioè di somme iscritte e non spese negli anni precedenti e su piani di recupero dell’evasione fiscale, per i quali sono stati attivati progetti di lavoro specifici.

Laddove previste, le tariffe dei servizi comunali sono rimaste sostanzialmente invariate, nonostante siano cresciuti i costi per la maggior parte di quei servizi erogati.

La revisione delle politiche di entrata ha dovuto fare anche i conti con alcune parti di gettito che si sono notevolmente compresse in questi anni di crisi. Si pensi, per esempio, ai proventi degli uffici edilizia ed urbanistica che in anni di sviluppo raggiungevano quote anche 6 volte superiori agli attuali livelli. E si pensi ancora alla necessità, dettata dalle nuove norme nazionali, di istituire dei fondi di svalutazione dei crediti di dubbia esigibilità, per contrastare gli effetti dei crescenti livelli di insolvenza per i crediti della pubblica amministrazione.

Equità e progressività fiscale sono state perseguite attivamente, alzando le zone di esenzione per le fasce più deboli e chiedendo a chi ha di contribuire in maniera adeguata rispetto alle proprie sostanze.

In particolare, per quanto riguarda il recupero di evasione fiscale, si ritiene che ancora molto possa essere fatto, continuando a migliorare la qualità dei dati interni all’ente e mettendoli in relazione con banche dati esterne disponibili.

Il tema delle risorse da reperire dovrà essere sempre più declinato verso la capacità di accedere a risorse sovracomunali, nazionali ed europee. Molto di quanto si è fatto in questi anni è stato reso possibile dall’accesso, anche e soprattutto attraverso la Regione Umbria, a piani di finanziamento risultati di vitale importanza. All’azione politica e amministrativa si dovranno aggiungere le competenze tecniche: sempre più gli uffici dell’ente dovranno essere in grado di lavorare su questi fronti.