Strade: un piano straordinario per Todi

Abbiamo ben presente che uno dei problemi da affrontare nei prossimi 5 anni sarà quello della manutenzione delle strade. È una questione nazionale come dimostrano alcuni dati: nel 2006 furono ben 44 i milioni di asfalto utilizzati per la realizzazione e manutenzione della rete stradale italiana, nel 2015 invece il quantitativo di materiale impiegato non arriva nemmeno a 22 milioni di tonnellate. Questi dati sono stati pubblicati da SITEB (Associazione Italiana Bitume Asfalto Strade), che comprende circa trecento aziende operanti nel settore della progettazione, realizzazione e manutenzione delle strade.

La situazione non è risolvibile facilmente e in maniera populistica. Oggi intervenire sulla rete stradale italiana verrebbe a costare oltre 50 miliardi di euro. Un investimento oneroso e quasi insormontabile.

L’Amministrazione comunale di Todi, in questi anni, è intervenuta sulla rete stradale comunale utilizzando i fondi vincolati messi a disposizione dalla Regione e dallo Stato senza indebitare il Comune. Sappiamo che le necessità sono ben maggiori e per questo la Giunta comunale ha  redatto e presentato una serie di progetti di sistemazione di 8 strade comunali per un importo complessivo di quasi 4 milioni di euro: Asproli, Canonica, Porchiano, Torrebecetole, Tevermorto, Pesciano, Fiore e Torregentile.

Questi progetti sono funzionali per la partecipazione al bando emesso dalla Regione Umbria “Sostegno agli investimenti nella creazione, miglioramento o ampliamento delle infrastrutture viarie” a valere sul PSR 2014-2020. Si tratta di una progettazione importante, utile anche per ricercare altre forme di finanziamento straordinarie. Solo così potremo mettere mano seriamente al problema e lavoreremo per ottenere il massimo dai finanziamenti europei.

Chi sostiene che 4 milioni di interventi si possano effettuare utilizzando le risorse correnti del Comune, magari tagliando il sostegno alle manifestazioni sportive, turistico-culturali o sociali, vuole solo illudere i cittadini senza risolvere nulla, anzi aggravando la situazione perché avremmo distrutto le manifestazioni e le associazioni e le strade sarebbero ancora malridotte. Non sarebbero sufficienti 20 anni per completare i lavori, e dopo 20 anni dovremmo ricominciare daccapo.

Occorre un piano straordinario nazionale ed europeo. Nello stesso tempo ci impegniamo a fare di questo tema una delle priorità del prossimo quinquennio, utilizzando tutte le risorse e gli strumenti che saranno disponibili: comunali, regionali, statali ed europei.